Vino, sport, paesaggio: il mix vincente di DiVinNosiola

“Dai diamanti non nasce niente”, cantava Fabrizio De Andrè, dicendo in faccia ai benpensanti di ogni risma che non serve essere di stirpe nobile e di alto lignaggio, per produrre cose buone, a questo mondo. I vini dolci sono considerati da sempre vini regali, aristocratici, esclusivi: “Vinum Regum, Rex Vinorum”, si diceva del Tokaji Aszú, nei secoli delle monarchie. È bello quindi pensare che il principe dei vini trentini, quel Vino Santo prodotto in quell’angolo di mediterraneo che è la Valle dei Laghi, un vino apprezzato già durante il Concilio di Trento dai potenti venuti da ogni parte d’Europa, nasca da un’uva considerata a lungo come povera, scarsamente significativa, di non rilevante qualità: la Nosiola. (Vale la pena aprire la parentesi per citare il Vignaiolo Giuseppe Fanti di Pressano, che tra i primi riconobbe il valore della Nosiola come vino secco: esperienza portata avanti dal figlio Alessandro, ma fortunatamente condividendo l’amore per questa varietà con tanti altri vignaioli, tanto sul fronte Valle dei Laghi, da Alessandro Poli ai Pedrotti, quanto sulle Colline Avisiane, con Cesconi, Cobelli, Pojer & Sandri …). Eppure con questa varietà da secoli si produce quello straordinario prodotto enologico dal nome che richiama somme virtù, e che troppi conterranei ancora non conoscono e non apprezzano a sufficienza. Per rimediare a questa scarsa conoscenza e per valorizzare al meglio questo grande vino, è nata sette anni fa una manifestazione che rappresenta, ad oggi, una delle più significative iniziative della primavera trentina: “DiVinNosiola, quando il vino si fa santo”, sviluppatasi sulla base dell’esperienza più lunga della “Mostra del Vino Nosiola Trentino, del Trentino doc Vino Santo, delle grappe di Nosiola e di vinaccia di Trentino Doc Vino Santo”. Quale è stato il grande merito di questa idea? Certamente quello di aver capito che se è vero che il vino è il primo ambasciatore di un territorio, quando una manifestazione mette al centro il vino non può non incardinarlo all’interno di un modello di promozione territoriale articolato, che del territorio sappia valorizzare ogni sfaccettatura. Ecco allora che “DiVinNosiola” non si limita a mettere in degustazione i vini da uve Nosiola di 31 cantine trentine (da giovedì a sabato, dalle 17.00 alle 22.00, dal 24 marzo a 23 aprile, presso Palazzo Roccabruna a Trento), ma propone a tutte e tutti, trentini e non, un programma di attività adatto a ogni interesse ed esigenza. Si parte domenica 20 marzo con il rito della spremitura, quest’anno presentato presso l’Azienda agricola e Distilleria Francesco Poli, a Santa Massenza: il torchio sarà attivato alle ore 17.00, ma dalle 14.00 sarà possibile, partendo dal parcheggio della Centrale Idroelettrica, partecipare ad un trekking guidato sul Sentiero della Nosiola, parte integrante dell’Ecomuseo della Valle dei Laghi. Ma la vera novità di quest’anno è il DiVinNosiola Trail Running, ovvero una corsa podistica proposto su lunga e media distanza (35 e 21 km) che si snoderà nel paesaggio culturale e rurale della valle, attraverso laghi e vigneti, borghi e castelli. La corsa – organizzata dalla associazione sportiva Charly Gaul in collaborazione con il GS Fraveggio, e inserita nel circuito UISP di Trail – si svolgerà il 24 aprile, e prevede anche un appuntamento non competitivo di Nordic Walking. Sport, cultura, paesaggio, vino: un mix vincente, un modello da imitare.