La versione di Bogdan

Se esiste Imperial Wines, se esiste questa rubrica e in fin dei conti se esisto io, Solomon Tokaj, una parte del merito va attribuita a Bogdan Trojak, un personaggio unico, vignaiolo moravo, commerciante praghese, con avi lombardoveneti, poeta e traduttore, mitteleuropeo nel profondo dell’anima. Da qualche anno, un amico vero del Trentino/Südtirol e dei suoi vignaioli. Lo intervisto per la seconda volta da che ci siamo conosciuti: la prima, qualche anno fa a Boretice, mangiando gulasch e bevendo Grüner Veltliner, con le bici parcheggiate vicino allo sklepy, nella Libera Repubblica di Kraví Hora. “Conoscevo il Trentino e il Südtirol da molto tempo, ma solo dal punto di vista turistico. Naturalmente percepivo questa zona come parte dell’ex Impero austroungarico, nel quale abbiamo convissuto per centinaia di anni. Alle scuole medie, nell’ora di storia, tutti imparano che uno dei più importanti patrioti cechi del XIX secolo, Karel Havlíček Borovský, fu mandato in esilio a Bressanone, dove visse da esule per quattro anni. Qui compose “L’elegia del Tirolo”, conosciuta da ogni ceco. Solo più tardi, quando ho iniziato a fare vino, ho aperto un piccolo commercio che offrisse vini dei territori asburgici. Devo molto anche a tre ragazzi che sono venuti a trovarmi nella mia piccola cantina in Moravia. Viaggiavano in bicicletta da Trento alla Slesia. Adesso vado in Trentino almeno una volta all’anno, per visitare questi amici e i vignaioli con cui collaboro”. Uno di quei tre ragazzi ero io, il Solomon errante. Oggi, Bogdan, quali pensi siano i punti di forza di questa terra? “Il Trentino/Südtirol è un meraviglioso pezzo d’Europa. Le montagne e la natura di questo territorio sanno emozionare tutte le persone sensibili. Piace anche a me dire che questa regione è come un immenso giardino. Ed è abitata da gente in gamba e molto laboriosa, e questo è sicuramente uno dei suoi punti di forza. Naturalmente ammiro ancora di più quei vignaioli che si arrampicano su quei pendii pur di coltivare la vite”. Trovi molte differenze tra la viticoltura trentina e quella sudtirolese? “La viticoltura del Südtirol per me è nel vero senso della parola viticoltura di montagna ed ha qualche legame in più con il mondo tedesco. In Trentino invece siamo già nel salotto italiano … c’è più brio e gioia e questo si riflette anche nei vini”. Quali sono i vini di queste terre che preferisci? “Mi piacciono le varietà autoctone e cerco soprattutto vini come il Teroldego, la Nosiola o il Lagrein. Trovo interessante comparare le vecchie varietà che abbiamo in comune, che si coltivavano nei confini della vecchia monarchia, come ad esempio la Franconia o il Portugieser. Se invece vuoi sapere due nomi di vignaioli che mi affascinano e mi ispirano, allora sono Eugenio Rosi e Norbert Blasbichler di Radoarhof”. Credi ci siano sbocchi commerciali interessanti per i vini trentini e sudtirolesi nel tuo Paese? “Sono profondamente convinto che i vostri vini abbiamo grandi possibilità di essere venduti in repubblica Ceca. È dovuto anche al fatto che le nostre cucine hanno molti punti in comune. I bianchi sono molto gradevoli e non sono eccessivamente forti, proprio come piace ai cechi. E i rossi sono un buon compromesso, una via di mezzo tra i rossi leggeri che trovi da noi o in Austria e i rossi meridionali, in genere piuttosto forti. Ai vostri rossi in poche parole non manca niente e potrei berli ogni giorno”. Allora prosit, amico Bogdan!