La lunga storia del Grüner Veltliner

Da più di un secolo gli esperti si chiedono da dove provenga il Grüner Veltliner, al giorno d’oggi la più importante varietà austriaca. Già alla fine del XIX secolo, August Wilhelm von Babo, che fu il primo direttore della scuola di enologia di Klosterneuburg, assieme a Hermann Goethe, importante enologo e pedagogo austriaco, esaminano la problematica del Grüner Veltliner.

Goethe scrive nel 1884 sul periodico Allgemeinen Weinzeitung: “Grüner Veltliner alias Weißgipfler, a torto chiamato anche Grünmuskateller (traducibile in italiano con Moscato Verde), è la varietà più diffusa nella Bassa Austria, soprattutto nel V.U.M.B (acronimo di “Viertel unter dem Manhartsberg”, che a quei tempi aveva lo stesso significato di Weinviertel) dove si trova il cuore della produzione enologica e da dove provengono i vini più caratteristici. Non è stato ancora appurato da dove derivi il nome di questa varietà, perché non è né identico né simile a nessun bianco della Valtellina”. Goethe afferma inoltre, che il Grüner Veltliner arrivò in Bassa Austria circa 160 anni prima (quindi all’inizio del XVIII) insieme ai cosiddetti veltliner “rossi” (i quali hanno però origini completamente diverse) e che grazie alle sue caratteristiche riuscì ad acclimatarsi molto bene e a diffondersi. In poco tempo soppiantò la varietà Heunisch (in Bassa Austria conosciuta anche come Grobe).

Se andassimo indietro di altri quarant’anni, troveremmo un altro riferimento al Grüner Veltliner, questa volta firmato Johann Burger (1773-1842), famoso agronomo e autore di studi ampelografici. Burger partecipò nel 1840 ad una conferenza imperial-regia sull’agricoltura chiamata: “Erkundungsreisen die Situation des Weinbaus in Niederösterreich”. Nel suo intervento enumerò sei principali varietà di vitigni della Bassa Austria e tra queste al primo posto “il moscato verde, il quale raggiunge un’ampia diffusione nel V.U.M.B”; a seguito elencò una serie di località, Maissau, Roschitz, Haugsdorf, etc … “dove si coltiva esclusivamente questa varietà”.

Continuando ad indagare tra le fonti, giungiamo al 1673, quando esce “Unter-Österreichischen Land-Compaß”, una descrizione della Bassa Austria di Stephan Sixsey. In esso l’autore menziona tre importanti varietà autoctone: “hrubé”, “bilé” e “Muscateller”.

È quasi certo, che la denominazione del Grüner Veltliner sia anticamente stata quella di Moscato Verde, non solo nella Bassa Austria, ma anche in Moravia. In una vecchia canzone popolare morava non a caso si canta: “buono è il cinyfadl (sinonimo di Silvaner) e ancor meglio il Muskatel”. Secondo la testimonianza di un testimone dell’epoca, il Veltliner ancora prima della Grande Guerra, nella zona di Valašské Klobouky (Brno) veniva chiamato con il nome di “zelené muškately” (Moscato Verde); allo stesso modo nei dintorni di Retz (città al confine tra Austria e Repubblica Ceca) esisteva la denominazione popolare di “Muschkatölla”.

Forse la più antica fonte sul Veltliner, che probabilmente confuterà ogni dubbio sul fatto che sia una varietà importata in Bassa Austria a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo, è di un contratto, sottoscritto l’11 dicembre 1584, tra la Camera di Corte viennese e il commerciante Jobst Croy. In quell’occasione la Camera ordinò la consegna di 8000 otri di vino (cca 4640 hl), per le truppe dislocate nelle fortezze sul confine con l’Impero Ottomano. Nel contratto si trovano precisi riferimenti alle quantità e alle varietà dei vini: figurano 3000 otri di vino stiriano e 5000 di vino austriaco, di cui 2000 di “vino di montagna” (denominazione che indicava un vino di qualità superiore, 25% più caro rispetto agli altri) e le restanti 3000 otri di vino bianco divise tra “hrubá” (Grobe ovvero Heunisch) e “Muscateller”.

Sembra quindi che questa sia la più antica menzione del Grüner Veltliner, il quale era e continua ad essere di casa, sia Bassa Austria come in Moravia. Sulla coltivazione e diffusione del Veltliner in repubblica Ceca, nei primi trent’anni del XIX secolo, tratteremo minuziosamente in seguito.

(Durante la scrittura di questo contributo è stato consumato questo vino: Grüner Veltliner 2010 DAC, Herbert Zillinger).

Articolo di Bogdan Trojak