Quelli che il vino…

Quelli che il vino del contadino almeno è fatto con l’uva. Quelli che il peggior vino del contadino è sempre meglio del miglior vino industriale. Quelli che lo pensavano prima di assaggiare el grinton. Quelli che dopo aver assaggiato el grinton hanno dei dubbi anche sull’assunto number one, oh yeah. Quelli che nella botte piccola c’è il vino buono e, una volta vuota, pure la moglie ubriaca. Quelli che non si sono mai ubriacati, anzi, una volta sì, alla festa del liceo, poi basta e adesso solo un bicchierino nelle occasioni importanti. Quelli che alla festa del liceo non erano nemmeno invitati, e hanno da allora ottime ragioni per bere. Quelli che il vino è il peggior nemico dell’uomo. Quelli che chi fugge davanti al nemico è un vigliacco, oh yeah. Quelli che il vino è veleno, ma veleno in greco si dice pharmakon, e allora è anche una medicina, quindi il vino si può bere, ma con moderazione. Quelli che non conoscono il greco e si fanno molti meno scrupoli, oh yeah. Quelli che si può bere il vino per cinque motivi: primo per far festa, poi per colmare la sete, poi per evitare di avere sete dopo, poi per fare onore al buon vino e, infine, per ogni altro motivo (cit. Friedrich Rückert, oh yeah). Quelli che se Dio non volesse farci bere il vino, ci farebbe trovare sugli scaffali solo cedrata. Quelli che il Pinot Nero i trentini non dovrebbero nemmeno piantarlo, al massimo in Südtirol, solo in Borgogna matura per bene, ma non ne hanno mai bevuto uno, con quel che costa, maledetti francesi. Quelli che la Nosiola non è un vino, il Teroldego lasciamo perdere, non fatemi nemmeno vedere il Marzemino e col Groppello ci sturi il lavandino. Quelli che cavolo dovremmo piantare in Trentino, allora, patate, oh yeah? Quelli che il vignaiolo è il poeta della terra, siccome immobile dato il mortal sospiro erano i capei d’oro a l’aura sparsi. Quelli che non amano le donne, il vino e i canti … son solo matti, mica santi. Quelli che lo diceva anche Louis Pasteur, il vino è la più sana delle bevande, ma non la mattina dopo, oh yeah. Quelli che al Vinitaly non ci vanno perché sono sempre tutti ubriachi e non ci si può nemmeno ubriacare in pace. Quelli che Vinitaly fa schifo, sono i mercanti nel tempio, il dio denaro che governa la poesia del vino, ma se mi trovi i biglietti gratis mi prendo volentieri mezza giornata oh yeah. Quelli che non c’è niente di sbagliato nell’essere sobri, ma a piccole dosi. Quelli che gli fanno sempre assaggiare le bottiglie al ristorante perché suo zio è sommelier. Quelli che al ristorante gli fanno provare il vino e alla domanda “com’è?”, dicono “un po’ poco” oh yeah. Quelli che sono marxisti perché Marx diceva che non bisogna fidarsi di una persona che non ama il vino. Quelli che non sono mai venuti su in ginocchio dalla caneva del Vudi. Quelli che hanno le braghe lise a forza di farlo oh yeah. Quelli che han cominciato col Prime Rose e adesso pasteggiano a Dom Pérignon, in mezzo son diventati wine blogger. Quelli che un prosecchino, grazie. Quelli che un prosecchino anche no, grazie. Quelli che rosso è Bordeaux, bianco è Chablis, dolce è Sauternes, spumante è Champagne, arte è Monet, cinema è Truffaut. Quelli che al cinema vacci tu, oh yeah. Quelli che sabato andranno ad Aldeno a inaugurare la sede dei Vignaioli del Trentino, dalle 18.30 fin quando ce n’è. Quelli che non ci andranno ma se ne pentiranno a vita e saranno colpiti dalla maledizione del vino annacquato. Oh yeah.