Il territorio in etichetta grazie ai Cembrani DOC

“I terrazzamenti della Valle di Cembra sono fotogenici ed eccezionali per la pubblicità vinicola. Ciò è balzato all’occhio anche ai visitatori del padiglione Trentino al Vinitaly. La gigantesca immagine attirava l’attenzione sugli espositori di Trento. Solo in pochi esperti conoscitori della situazione però foto e vini provocavano una reazione: terrazzamenti vitati e ripidi pendii apparivano coerenti con ben pochi dei vini esposti, perché le immagini mostravano la Val di Cembra, ma la Val di Cembra contribuisce percentualmente poco ai vini del Trentino.” Ho ripensato a queste parole di Andreas März (“La Valle dei senza nome”, Merum, 4/2013) quando qualche giorno fa gli amici dei Cembrani DOC, piccolo consorzio di aziende agricole cembrane, mi hanno contattato per parlarmi dei due nuovi vini “collettivi”, il 708 Km Cembrani Bianco e il 708 Km Cembrani Rosso.
Incuriosito dal nome e dall’etichetta ho voluto capirne di più assieme a Mara Lona, coordinatrice del consorzio, e Nicola Zanotelli, giovane vignaiolo cembrano dell’omonima azienda. Per prima cosa il nome. Perché 708 km? “700 sono i chilometri stimati di muretti a secco che sostengono i terrazzamenti vitati della Valle di Cembra, emblema di una viticoltura eroica e anima del paesaggio cembrano. Il numero 8 invece ha una doppia valenza: 8 sono i soci del consorzio dei Cembrani DOC e nella simbologia numerica, 8 rappresenta la continuità, ovvero il compito delle nostre aziende di portare avanti l’eredità della viticoltura cembrana”. Perché avete deciso di produrre questi due vini? “Volevamo produrre due vini che fossero espressione del nostro territorio di montagna; due vini capaci di raccontare il nostro paesaggio, la sua storia e la sua verticalità.” Come nascono questi due vini? “Ciascuna delle otto aziende ha selezionato una zona particolare, l’ha vinificata e conferita al Consorzio per la creazione di questi due vini, che nascono quindi da alcune delle zone più vocate della valle”. Parlatemi dei due vini. “708 Km Cembrani Bianco è un vino a base Müller Thurgau arricchito da Riesling, che grazie all’altitudine e alle condizioni pedoclimatiche della Valle esprime al meglio le componenti aromatiche e sapide. 708 km Cembrani Rosso è invece un vino a base Schiava unito a del Lagrein, che gli conferisce intensità, potenza ed eleganza.”
Insomma, passato presente e futuro della vitienologia cembrana in due bottiglie che cercano di compiere il tanto discusso passaggio dalla varietà al territorio. “Il Müller e la Schiava rappresentano la storia della Valle di Cembra, ma non possiamo negare che una lunga serie di fattori hanno reso queste due varietà difficili da commercializzare. Il Riesling e il Lagrein, assieme al Pinot Nero e qualche altra varietà storica – come il Lagarino – o internazionale – come lo Chardonnay -, rappresentano il presente della nostra viticoltura.”
Come sempre è dall’incontro tra il presente e il passato che nasce il futuro, in quella costante tensione del mondo agricolo a cercare nella tradizione e nell’identità territoriale gli elementi del proprio rinnovamento. Il futuro riserva altri prodotti a marchio del Consorzio? “Certo, un metodo classico a base Chardonnay, Pinot Nero e in piccole percentuali Lagarino sta già maturando sui lieviti. E in più produrremo due grappe.” Grappa che assieme al vino rappresenta l’immagine e l’anima di questa valle. Quella più ruvida, del porfido, dei muri a secco e della fatica che è da sempre il motore della viticoltura di montagna.